Letteratura, Recensioni

La danzatrice di Seul, di Kyung-Sook Shin: l’amore (o qualcosa del genere) ai tempi dell’imperialismo

"Nulla di sorprendente, dunque, nel ruolo di primissimo piano giocato proprio da un dizionario francese-coreano in diverse fasi della vita di Yi Jin: nel loro proporsi, a seconda dei casi, come oggetti di studio, di furto o d’ammirazione, i libri e le lingue in cui essi sono redatti non potrebbero incarnare una metafora più adatta per quell’agognato ma disatteso processo di comunicazione fra popoli che, della nostra danzatrice di Seul, finisce ironicamente per costituire il trionfo e la rovina."

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[2HA/ErHa] THE HUSKY AND HIS WHITE CAT SHIZUN: la strada per l’inferno è lastricata di titoli fuorvianti

"Accanto alla possibilità (non necessariamente auspicabile, ma comunque assai stimolante sotto il profilo letterario) di entrare in una risonanza pressoché completa con molte delle sgradevoli emozioni in gioco, difatti, vi è quella di scorgere un altro sentimento, molto meno acre, nella mischia, in grado come e più dell’odio – anzi, come e più di qualunque altra cosa al mondo – di non esaurirsi nel giro di un’unica vita."

Letteratura, Recensioni

Pesci e orologi fuor d’acqua di Mathias Malzieu

"È questo ciò in cui consiste il barlume di speranza acceso, in ognuno o quasi di noi, dai racconti di Mathias Malzieu.
Nella possibilità d’immaginare, anzi, di credere ciecamente alla presenza di un qualcosa di tanto più speciale quanto più fuori dall’ordinario anche a pochi passi da noi, oggi, nelle nostre città sempre meno incantate e sempre più noiose, in un mondo che sembra farsi sempre più prevedibile e sempre meno fiabesco. Di credere che, per trovare quel qualcosa, basti acquistare il biglietto d’ingresso per un luna park o varcare la soglia di un vecchio, nuovo… ?, sconosciuto ristorante sul fiume."

Drama, Recensioni

ALICE IN BORDERLAND: “in tutto c’è una morale, se si sa trovarla

"Questo perché la Morte con cui ogni personaggio si ritrova a disputare partite sempre più complesse non riveste mai, nemmeno una volta, i panni della via di fuga o della grazia concessa a seguito d’indicibili sofferenze: essa, al contrario, sopraggiunge puntualmente in forme così violente, dolorose per il corpo e sadiche verso la psiche dei protagonisti, da presentarsi come un male perfino peggiore di tutti quelli, atroci, sperimentati in precedenza, come l’orco in fondo ad un tunnel dalle pareti già indelebilmente imbrattate di sangue."

K-pop, Letteratura, Recensioni

Tutta colpa del K-pop (e di chi sennò?)

“Se è vero che il piglio utilizzato per descrivere i nove cerchi infernali della metropolitana di Seoul o le file createsi davanti al locale con il BROWN SUGAR MILK sul menù è, di fatto, lo stesso adoperato nel raccontare dell’esaurimento psicologico e fisico subito in preparazione al debutto in una band e dell’omofobia sperimentata sul set di un programma televisivo, si può affermare che a rendere particolarmente efficace la lettura di questi ultimi, odiosi episodi è proprio il filtro offerto da quel linguaggio effervescente che, per contrasto, non fa che meglio sottolinearne le storture.”

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SCUM VILLAIN’S SELF-SAVING SYSTEM: attraverso le pagine e quel che Shen Yuan vi trovò

"Il cambio di toni e di ritmo (prima frenetico, scandito da continui sketches umoristici e dalle classiche ‘disavventure del giorno’; poi lento, intimista, focalizzato sulle riflessioni e sui dilemmi vissuti dai personaggi) è progressivo, ma finisce comunque per cogliere il lettore terribilmente impreparato, inerme di fronte al tradursi delle più brillanti battute sarcastiche in osservazioni pregne di amarezza. E non si può fare a meno di chiedersi se, forse, non valga la pena di tornare indietro a rileggere di tutta la letizia e di tutta l’ironia, apposta per avvertire le lancinanti fitte di dolore acquattate sotto di esse fin dal principio, pronte a pungere solo dopo aver concesso un falso senso di serenità."

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[Boys Love] CHISE OGAWA: “di pelle e di ossa

"La cattiveria messa in scena è quella che i rapporti familiari deformi di Kusatta Rasen, Ibitsu Na Kakera e Ienai Itami o Daite Iru riescono ad imprimere nel sangue e perfino nel volto ambiguamente comprensivo d’un compagno di classe, quella affettuosamente sadica del 'demone' in agguato presso la scalinata ovest di Nishikaidan No Akuma e, perché no, perfino quella sbocciata dalla più genuina devozione e tradottasi, poi, nella smania di possesso del premuroso carceriere di Ouji No Hakoniwa: una cattiveria insita così a fondo nell'animo umano, e goduta sempre con così tanto piacere al suo manifestarsi, da poter essere destata da un evento traumatico, sì, ma anche, indistintamente, da una gelosia infantile o da un'infatuazione a digiuno da troppi anni."

Cinema, Recensioni

Cinema asiatico a tinte LGBT: 10 titoli da non lasciarsi sfuggire

"Lungi dal voler cimentarmi in una qualsivoglia disamina sul cinema asiatico (di cui sono appassionata, ma nient’affatto esperta!) e sul suo rapporto con la rappresentazione di orientamenti sessuali diversi da quello etero, mi limiterò qui a proporre un elenco di titoli che – per riconosciuti meriti artistici e/o per popolarità e, magari, conseguente influenza su opere prodotte successivamente – mi sentirei di consigliare a chiunque sia interessato ad esplorare questa filmografia sommersa, talvolta ignorata e talvolta forzatamente costretta al silenzio, ma non per questo meno affascinante e, perché no… significativa, preziosa sotto molteplici punti di vista."

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THE UNTAMED (Chén Qíng Lìng): luci, ombre, pochi chiaroscuri

"Xiao Zhan dà vita ad un Wei WuXian che è un’affascinante sintesi di pura malizia ed eccezionale carisma, d’una fragilità quasi infantile e dei sorrisi più caldi e luminosi della terra, mentre Wang Yi Bo dona a Lan WangJi esattamente la stessa rigorosa eleganza da ballerino che è tipica della figura originaria, lo stesso violento uragano d’emozioni che non si rivela allo sguardo altrui se non in una lieve curvatura nelle labbra, nell’esitazione d’un istante: mettendoli l’uno accanto all’altro, si ottiene qualcosa di più della semplice somma delle parti... qualcosa che si riflette nella capacità d’entrambi di convogliare, negli occhi lucidi e nelle mani che s’attardano a sfiorarsi, una fetta importante di quell’amore che la regia può a stento sussurrare."

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[Boys Love] GIVEN: da Gusari a Natsuki Kizu

"Numerosissime sono le ore trascorse a scuola, importantissima la routine delle prove con la band o degli allenamenti con la squadra di basket/pallavolo, praticamente vitale la necessità di confrontarsi col prossimo in merito ad interessi comuni e progetti futuri. Un trionfo dello slice of life in cui perfino la dissertazione su tematiche più complesse (non ci si fa scrupoli a parlare di suicidio o di disturbi psicosomatici) scorre attraverso un filtro d’immagini, suoni, odori potenzialmente familiari alla totalità dei lettori, poiché provenienti da quei binari di cui ciascuno di noi, ad un certo punto della propria vita, ha percorso almeno un tratto."

Manga&Anime, Recensioni, Shoujo

Le apocalissi di Yumi Tamura

"Se c’è una cosa che Yumi Tamura sembra essere quasi cronicamente incapace di fare (nonostante ella, nel corso della sua lunga e tuttora fiorente carriera, si sia dimostrata in grado d’esplorare con sorprendente originalità i generi narrativi più disparati) è di concludere una storia senza, nel processo, distruggere il mondo."

Fumetti Italiani, Recensioni

Nine Stones, di Samuel Spano (e/o di Charles Perrault)

"Un mondo, quello creato da Samuel Spano, che, nel momento stesso in cui diviene teatro della rappresentazione d'ambienti urbani estremamente tangibili, fa però sì che essi vengano plasmati dai pensieri, dalle paure, dalle ossessioni di coloro che li popolano e, di frequente, imbrattano di sangue: non c’è scenario che non si proponga come estensione dell’identità – deturpata o, nel migliore dei casi, frammentaria – d’almeno una delle figure ritrovatesi a muovervi qualche passo."

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MO DAO ZU SHI (The Founder of Diabolism): amore e pregiudizio e zombies

"Il mondo e i suoi occhi sono un qualcosa che si può scegliere di manipolare o di combattere fino all’ultimo respiro, ma di cui non conviene sottovalutare l’impatto sulle menti di chi, da quella pressione, si ritrova ad essere schiacciato con maggior crudeltà - pena una fine tragica e, in assenza d'antichi e oramai perduti incantesimi, nessuna seconda possibilità."

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[Boys Love] OGERETSU TANAKA

"Incline a esplorare aspetti controversi o dolorosi della vita di coppia (quali le problematiche legate alla realizzazione/accettazione del proprio orientamento sessuale e al coming out, ma anche, più in generale, alla violenza domestica) che altre sue colleghe rifuggono, la Ogeretsu tende però a proiettarli sempre verso una risoluzione positiva, che faccia di essi un’esperienza utile al raggiungimento d’una piena maturazione e del lieto fine più soddisfacente possibile."

Manga&Anime, Recensioni, Shoujo

BANANA FISH: “opinioni private” in ordine sparso

"Per coloro che hanno intenzione d’avvicinarsi a questo titolo per la prima volta o, perché no, di riscoprirlo a distanza di tempo, si tratta di scendere a patti con uno stile esteticamente poco accattivante (e, forse, nemmeno invecchiato benissimo), con il sistematico rifiuto d’indorare una pillola che all’autrice piace servire il più amara possibile e, per finire, con una storia d’amore che continua ad essere ricordata da tanti come una delle più delicate e strazianti mai rappresentate su carta."